Progetto: "Multilinguismo nel periodo prescolare e nella scuola elementare"

attività regionali: Sloveni

Il gruppo linguistico sloveno, presente su tutta la fascia confinaria orientale della regione Friuli-Venezia Giulia, è presente nel progetto attraverso l’Istituto per l’istruzione slovena che opera nella provincia di Udine (Valli del Natisone). L’istituto ha gestito dal 1984 una scuola dell’infanzia bilingue e dal 1986 anche una scuola elementare bilingue che dal 1 settembre 2001 sono riconosciute scuole statali ai sensi dell’art. 12 della legge nazionale 38/2001.

Istituto per l’istruzione slovena telefax: 0039-0432-727490
viale Azzida 9 e-mail: zivagruden@virgilio.it
I-33049 San Pietro al Natisone  
Coordinatrice del progetto: Viviana Gruden
(informazioni in italiano, sloveno)
tel. 0039-0432-727490
Consulenza scientifica: dr. Susanna Pertot (SLORI- Istituto sloveno di ricerche)
dr. Roberto Dapit (Università di Trieste)


Tematica del progetto:
   

 

 

 

programmazione percorsi educativi ed elaborazione materiali didattici

Contenuti e obiettivi
Le competenze linguistiche dei bambini che si inseriscono nella scuola dell’infanzia bilingue o anche direttamente alla scuola elementare sono diversificate (competenza attiva o solo passiva della parlata locale slovena, assenza dello sloveno nell’ambito familiare, eventuale presenza di altre lingue). Si tratta quindi di sviluppare le loro competenze ricercando le motivazioni sul territorio e rafforzando il senso di appartenenza alla comunità. Proprio questi aspetti differenziano infatti l’insegnamento/apprendimento della lingua del territorio rispetto alle lingue non presenti nell’ambiente. La motivazione va rafforzata anche attraverso il confronto con realtà diverse. Questo è molto importante anche per gli insegnanti e le famiglie. I percorsi programmati vengono sviluppati nei gruppi (sezioni, classi, gruppi misti, gruppi ristretti) ricorrendo a narrazioni, visite sul territorio, esperienze dirette, attività musicali e teatrali e documentati annotando anche le reazioni dei bambini e la ricaduta sulle famiglie. L’elaborazione di materiale didattico, indirizzato alla fascia prescolare e al primo ciclo elementare, riguarda schede operative che coniugano l’apprendimento linguistico con gli aspetti cognitivi, materiale di apprendimento della lettura e scrittura e materiale audiovisivo.

Partners di cooperazione: Friulani, Sloveni in Austria

Percorso
Le linee generali del progetto sono state discusse ad un seminario iniziale con i due esperti. Alla fine dell’anno scolastico 2000-2001 un gruppo di insegnanti (parzialmente distaccati dall’insegnamento o con contratto di collaborazione) si è dedicato alla progettazione di attività, alla ricerca di materiali e alla predisposizione di schede e supporti. In particolare è stato predisposto un sussidio per la prima alfabetizzazione, articolato in un percorso narrativo e accompagnato da elementi grafico-illustrativi e musicali. Sono stati inoltre attuati interventi specifici inerenti attività musicali, pittoriche, tecniche, teatrali e psicomotorie.
Nell’ambito dei contatti con i partners c’è stata una visita degli Sloveni in Austria alla scuola di San Pietro al Natisone e a quella di Pradamano del gruppo friulano; la visita è stato poi ricambiata da rappresentanti del nostro gruppo e del gruppo friulano a Klagenfurt. Sono stati inoltre attuati alcuni incontri con bambini di scuole slovene e di scuole che attuano l’insegnamento del friulano della regione.

Risultati
Con il progetto si è voluto potenziare alcuni approcci nell'educazione linguistica particolarmente significativi per l'apprendimento e il consolidamento di una lingua minoritaria (anche a differenza dell'insegnamento di una lingua "straniera" ovvero non propria dell'ambiente del bambino). In questo senso venivano individuate, con gli esperti, due linee metodologiche fondamentali da seguire:

  • attingere dall'ambiente sia le motivazioni per l'apprendimento sia le risorse linguistiche presenti a vari livelli.
  • rafforzare il rapporto emotivo dei bambini con la lingua minoritaria.


  • Le due linee si presentavano come complementari e in grado di interagire e rafforzarsi a vicenda.
    Nella scuola dell'infanzia, ma anche nell'ambito della continuità didattica tra scuola dell'infanzia e primo ciclo elementare, sono stati attuati frequenti momenti di apertura verso l'esterno, consistenti sia in uscite sul territorio circostante sia in esperienze condotte a scuola con l'aiuto di ospiti (parenti dei bambini e esperti).
    Le osservazioni effettuate sia direttamente sia indirettamente (attraverso le famiglie) hanno rilevato un forte coinvolgimento dei bambini derivante sia dalla presenza di un nuovo interlocutore (familiare a qualcuno, ma percepito anche dagli altri come "parente, amico di ...") sia dall'esplorazione di realtà (luoghi, oggetti, animali, attività domestiche e professionali, momenti di vita) extrascolastiche e allo stesso tempo in qualche modo familiari; a livello linguistico si registrava un buon grado di comprensione derivante dal contesto concreto delle esperienze ed anche una grande facilità a memorizzare e riprodurre parole e frasi usate in quelle occasioni (sia nel ripercorrere verbalmente l'esperienza sia in situazioni che potevano essere in qualche modo ad essa correlate).
    Queste modalità sono naturalmente attuabili solo occasionalmente e rappresentano quindi nell'educazione linguistica non il quotidiano, ma piuttosto momenti di arricchimento molto importanti e significativi che fanno da perno motivante attorno al quale far ruotare una serie di attività "normali".
    Integrando le attività con momenti di musica, canto e danza (e più in generale ritmo, assonanze, rime, giochi di parole, ma anche movimento) si è potuto arricchire ulteriormente l'educazione linguistica, stimolando sia la memorizzazione sia la produzione da parte dei bambini. In tali momenti anche i bambini più timidi si sentono parte attiva e riescono ad esprimersi nel gruppo. Derivando le attività dalla tradizione popolare si riallaccia le stesse all'ambiente (e si favorisce la possibilità di ripercorrerle a casa), lasciando comunque aperta la possibilità di nuovi apporti creativi (p.es. testi nuovi o rivisitati su melodie conosciute).
    La drammatizzazione (intesa non tanto come memorizzazione di un copione ma piuttosto come assunzione di un ruolo e quindi molto simile ai giochi spontanei) aiuta infine il bambino a rivivere determinate situazioni reali o immaginarie, permettendo allo stesso tempo un certo distacco che aiuta e rimuovere eventuali inibizioni (infatti non si espone con la sua personalità, ma entra nei panni di un altro). La drammatizzazione "guidata" fatta a scuola funge poi anche da stimolo di gioco (e può quindi entrare anche nelle case).
    Le osservazioni delle attività hanno confermato la validità delle due linee proposte ed hanno inoltre rilevato che il vantaggio maggiore, sia motivazionale sia linguistico (come acquisizione di competenze), si ha dall'interazione di entrambe e cioè quando l'input proveniente dal territorio viene ulteriormente rinforzato con attività emotivamente coinvolgenti.
    Di queste conferme abbiamo tenuto conto anche nella stesura dei sussidi per l'apprendimento della scrittura e della lettura che prevedono anche attività di canto, gioco, drammatizzazione ecc.

    Pubblicazioni
  • Istituto per l'istruzione slovena (ed.): Eva e Ivo - storie per scrivere. Un corso per l'alfabetizzazione contemporaneamente in italiano e in sloveno. San Pietro al Natisone 2003.
  • Istituto per l'istruzione slovena (ed.): VideoABECEDA. Video con guida. San Pietro al Natisone 2003.
  • Istituto per l'istruzione slovena (ed.): DELOVNI LISTI ZA VRTEC. Schede di lavoro per la scuola materna. San Pietro al Natisone 2003.

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